15 luglio 2013 Esami 2 commenti - Commenta ora

Le allergie e le intolleranze alimentari

Un’allergia si verifica quando, nei soggetti geneticamente predisposti, il sistema immunitario innesca una reazione a sostanze proteiche normalmente inoffensive: l’organismo le riconosce come estranee e quindi come “allergeni”.

Allergia alimentare

L’allergia alimentare è una patologia di sempre più frequente incidenza.

Le allergie alimentari classiche sono causate dalla produzione di anticorpi (IgE) contro le proteine degli alimenti.

Gli alimenti allergizzanti variano in funzione dell’età del soggetto. Nel primo anno di vita gli alimenti più frequentemente in causa sono rappresentati da latte e uovo. Successivamente compare l’allergia a soia e legumi, noci e semi, e cereali. L’allergia a frutta e verdura insorge di solito durante l’adolescenza, specialmente in soggetti affetti da asma e rinite primaverile.

Occorre inoltre ricordare che la semplice cottura di un alimento non assicura la denaturazione delle proteine responsabili dell’allergia; per fare un esempio, le proteine del latte, dell’uovo, dei gamberetti e del merluzzo con la cottura mantengono intatta la loro allergenicità.

Il quadro clinico dell’allergia alimentare è estremamente variabile, potendosi manifestare con sintomi orali, sintomi gastrointestinali (gastroenterite, coliche addominali), rinite, asma, angioedema (gonfiore delle labbra, della gola, del viso o di altre aree cutanee), orticaria, fino allo shock anafilattico (associato a caduta della pressione e perdita di coscienza). Anche alcune manifestazioni cliniche della dermatite atopica sono dovute a allergia alimentare.

La Sindrome Allergica Orale è caratterizzata dalla comparsa di gonfiore o prurito o papule al cavo orale, alle labbra e alla gola dopo contatto orale con frutta e verdura fresca. Si riscontra soprattutto nei soggetti allergici al polline di varie piante. Esistono tipiche associazioni tra allergia ad alcuni tipi di polline e allergia alimentare; ad esempio chi è allergico alla betulla può manifestare sintomi orali per ingestione di mela o nocciola. Queste “reazioni crociate” sono dovute alla somiglianza tra alcune proteine del polline e dei frutti, per cui il sistema immunitario reagisce nei confronti di entrambi. Di frequente osservazione è anche l’allergia a molteplici alimenti che fanno parte della stessa famiglia: ad esempio alle rosacee, come pesca, albicocca, prugna e ciliegia.

Oltre alle reazioni allergiche “pronte” sopra menzionate, sono note le reazioni “ritardate” agli alimenti. Queste si manifestano prevalentemente in soggetti con dermatite atopica. In questi pazienti, un alimento provoca la comparsa di dermatite a distanza di molte ore o giorni dall’ingestione dell’alimento stesso e possono inoltre essere necessarie numerose somministrazioni perché il fenomeno si manifesti.

Intolleranza alimentare

Il termine intolleranza alimentare è un termine generico che viene utilizzato con una serie di accezioni spesso scorrette. Le intolleranze alimentari si distinguono dalle allergie alimentari per l’impossibilità di dimostrare la presenza di anticorpi della classe IgE rivolte verso antigeni alimentari.

Le intolleranze alimentari possono essere causate da fattori propri dell’alimento, come ad es. le tossine presenti nei funghi, o da proprietà farmacologiche dell’alimento.

Un’intolleranza di tipo “farmacologico” è dovuta all’effetto diretto di amine vasoattive, cioè sostanze simili all’istamina, che vengono liberate nel corso di reazioni “pseudoallergiche” e che simulano i segni e i sintomi di una vera allergia.

Le fragole, il cioccolato, le arachidi, i formaggi stagionati, il pesce e i crostacei sono cibi ricchi di amine vasoattive; se vengono ingeriti in grande quantità possono causare prurito, orticaria o diarrea, facilmente confusi con vere reazioni allergiche. Anche i solfiti contenuti in bevande fermentate possono causare sintomi simili a quelli dell’allergia.

Alcune intolleranze alimentari possono essere causate da difetti enzimatici, che causano sintomi digestivi. Ad esempio il deficit di lattasi, gli enzimi che servono per digerire il lattosio, lo zucchero del latte, causa un caratteristico quadro gastroenterico (diarrea, meteorismo e dolori addominali), scatenato dall’ingestione di latte. Proprio poiché non si tratta di una vera allergia, le normali prove allergologiche per il latte (prick test e il RAST) risultano negative, mentre può essere utile eseguire l’H2 breath test, che evidenzia, appunto, la carenza dell’enzima.

L’intolleranza al glutine, caratteristica della celiachia, si basa invece su un vero e proprio meccanismo immunologico, per cui il soggetto ammalato reagisce al glutine con una reazione immunologica localizzata a livello intestinale che danneggia gravemente la mucosa. E’ stata recentemente riconosciuta una “non celiac gluten sensitivity”, una sorta di intolleranza al glutine non basata sul meccanismo della celiachia, la cui patogenesi non è stata ancora chiarita. Questa si manifesterebbe con dolori addominali, colon irritabile, affaticamento o mal di testa, ma non provoca gravi lesioni intestinali.

La diagnosi di allergia alimentare

Per la diagnosi di allergia alimentare è necessaria un’accurata visita allergologica e sono disponibili test diagnostici validati scientificamente, comprendenti prove in vivo e in vitro:

  • I prick test.
  • I prick by prick test vengono eseguiti con materiale prelevato da frutta e verdura fresca e servono a superare il problema della pastorizzazione degli estratti allergenici del commercio, che possono dare luogo a falsi negativi.
  • I test di scatenamento, che si basano sull’induzione di sintomi con la somministrazione dell’alimento allergizzante. Vengono di solito preceduti da un periodo di dieta che tende ad azzerare i sintomi.
  • Il RAST è un test che viene eseguito in laboratorio sul sangue dei soggetti che si sospetta essere affetti da allergia e che dosa le IgE specifiche per alimenti.
  • Il test per il dosaggio delle IgE su microarray ISAC utilizza molecole allergeniche altamente purificate sia naturali che ricombinanti e fornisce un risultato che riguarda contemporaneamente un centinaio di allergeni alimentari e inalatori.
  • I cosiddetti test “alternativi”.

Esiste tutta una serie di test in vivo e in vitro, cosiddetti alternativi, che in realtà non sono tali perché non rappresentano una vera alternativa ai test classici, in quanto non validati scientificamente e non riproducibili. Oltre che da laboratori privati, l’offerta proviene da farmacie e specialisti. Bisogna quindi diffidare dall’incorrere in questo tipo di esami, che, oltre ad essere costosi, possono sfociare in prescrizioni inutili o addirittura dannose dal punto di vista nutrizionale e sociale.

Inutile e scientificamente infondata è anche la ricerca di anticorpi della classe IgG, specifici per alimenti (l’ALCAT, Antigen Leukocyte Cellular Antibody Test, e il Citotoxic test).

Stefania Seidenari Scritto da

COMMENTI

  1. Tommaso ha detto:

    Mia moglie non può mangiare frutta e tutto ciò che è dolce, perché può causarle vomito, diarrea e non riesce a digerirle. Cosa si può fare? Grazie

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